Giro di vite sui trasporti pubblici non di linea: durante una serie di controlli è stato individuato un autista che operava senza alcuna autorizzazione, forte dell’unica credenziale che riteneva necessaria, cioè «conoscere tutti».
In un Paese dove ci si dà del tu per strada e il vicino di casa è anche il cugino del sindaco di turno, il confine tra cortesia e abusivismo si fa sottile: dare un passaggio a pagamento o esercitare la professione è questione di sfumature e di ricevute mai emesse.
Gli operatori regolari protestano: «Ci mettiamo anni a ottenere licenze e permessi, e poi basta un’auto e una faccia tosta». Le autorità assicurano controlli costanti, fiduciose che prima o poi, in un territorio di sessanta chilometri quadrati, sarà possibile beccare chi gira senza documenti.
