Un cittadino uscito per una banale spesa oltreconfine è rientrato dopo sei ore, due verbali e l’apertura di un tavolo negoziale tra Stati. «Volevo solo il latte parzialmente scremato», ha raccontato ancora frastornato, «mi sono ritrovato a discutere di reciprocità doganale».

Il problema, spiegano, è strutturale: appena varca il confine, il sammarinese smette di essere un automobilista e diventa un caso diplomatico su quattro ruote. Le autorità lavorano a un accordo che gli consenta, un giorno, di fare la spesa senza scorta. Per ora si consiglia di comprare il latte in patria, a prezzo di champagne.