Si chiude, per via diplomatica, una delle vertenze più surreali degli ultimi anni. Almeno due imprese sammarinesi di noleggio con conducente si erano viste confiscare l’auto in territorio italiano per il reato di aver riportato a casa il proprio cliente. Una vicenda che ha richiesto commissioni miste, conferme ministeriali e un robusto consumo di carta intestata.
Il principio finalmente sancito è di una solennità commovente: il servizio è regolare purché la prenotazione sia ricevuta a San Marino e tutto venga annotato sul foglio di viaggio. In altre parole, la legittimità di un’impresa dipende da dove ha squillato il telefono e dalla diligenza con cui si compila un modulo.
Trent’anni di lavoro tranquillo, due auto sequestrate e mesi di trattative per arrivare a una conclusione che qualunque passeggero conosceva già: chi accompagna qualcuno, di norma, lo riporta anche indietro. La burocrazia, però, voleva metterlo per iscritto, possibilmente in duplice copia.
