La Repubblica affina la sua strategia demografica: per ottenere la residenza atipica destinata ai pensionati stranieri serve ora dichiarare un reddito di almeno 120mila euro l’anno. Un filtro pensato per attrarre, testualmente, «pensionati di qualità», categoria in cui evidentemente i nati qui non rientrano.
Il paradosso si commenta da solo: mentre si srotola il tappeto rosso a benestanti d’oltreconfine, i giovani sammarinesi lasciano il Titano perché un bilocale costa quanto uno stipendio. Lo Stato accoglie chi arriva ricco e saluta chi parte giovane, in un ricambio generazionale a senso unico.
La logica è quella del club esclusivo: contano i soci facoltosi, non quelli affezionati. Resta una sola domanda, che nessuno osa porre in aula: a cosa serve la Repubblica più antica del mondo, se i suoi figli devono prenotarla dall’estero come una seconda casa?
