Una richiesta di autorizzazione depositata otto anni fa e mai evasa ha formalmente presentato domanda di cittadinanza, sostenendo di risiedere stabilmente sul territorio, nello specifico in un raccoglitore al secondo piano. «Ha legami profondi con la comunità», ammettono dall’amministrazione, «soprattutto con la fotocopiatrice».
Il governo ha definito la vicenda «imbarazzante», salvo poi archiviare anche l’imbarazzo per mancanza di tempo. La pratica, raggiunta telefonicamente, ha preferito non commentare: «Aspetto da otto anni, posso aspettare anche la vostra domanda».
