Entra nel vivo il dibattito sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Sull’accordo, in sé, sono quasi tutti favorevoli. Il problema sorge sulla domanda successiva: chiederlo o no ai cittadini.
Una parte sostiene che una scelta epocale debba passare dal voto popolare. Un’altra ribatte che, trattandosi di una scelta epocale, è meglio non disturbare i cittadini con scelte epocali. Una terza propone un referendum, ma più avanti, quando l’accordo sarà già in vigore e voteremo se ci è piaciuto.
Da Bruxelles fanno sapere di apprezzare l’entusiasmo. Sul Titano, intanto, si studia la posizione negoziale ideale per uno Stato di sessantamila abitanti che tratta con un continente: sorridere molto, annuire, e ricordare a tutti che qui la democrazia l’abbiamo inventata mentre gli altri erano ancora imperi. Il dettaglio di chi decide, per ora, resta un dettaglio.
