Doppio incarico record sul Titano: Gian Carlo Venturini sarà Segretario di Stato alla Sanità senza però lasciare la guida del partito di maggioranza. Due poltrone, un solo occupante: un capolavoro di efficienza, o quantomeno di risparmio sulle sedie.
La questione dell’incompatibilità, sollevata timidamente da qualcuno, è stata liquidata di petto in Consiglio Centrale con la precisazione destinata ai manuali: l’incarico, ha chiarito Venturini, è pienamente «compatibile con le sue esigenze». Argomentazione inoppugnabile, di fronte alla quale il Consiglio non ha potuto che procedere come da prassi: approvare all’unanimità e mugugnare all’unanimità, esercizio che sul Titano si pratica da secoli.
Restano da completare i doverosi «approfondimenti giuridici», l’antica procedura con cui si stabilisce che una cosa non si può fare fino al momento esatto in cui si scopre che si può. Tutto, naturalmente, in nome della difesa delle istituzioni e del sacro «diritto della porchetta», per cui ogni poltrona spetta a chi si trova più vicino al tagliere.
