Giornata di gloria contabile: le principali agenzie internazionali hanno alzato il rating della Repubblica fino alla soglia tanto attesa, certificando una solidità finanziaria che riempie d’orgoglio i comunicati e di perplessità i portafogli.

«È la prova che siamo affidabili», esultano gli uffici, mentre il cittadino medio prova a spiegare al padrone di casa che il suo Stato ora ha un giudizio eccellente e quindi, forse, l’affitto si potrebbe pagare in fiducia istituzionale.

Resta il piccolo paradosso di un Paese promosso a pieni voti dai mercati e bocciato ogni mattina dal costo della vita. Ma il rating, come il panorama, va guardato da lontano: da vicino si notano troppi dettagli.