Storica investitura sportiva: la Repubblica ospita il primo campionato europeo di calcio da tavolo, lo sport nobile del bar, elevato finalmente a dignità continentale. Una scelta logistica geniale: in un Paese dove tutto è raggiungibile in cinque minuti, un campo da gioco lungo un metro è quasi un’estensione del territorio.

Gli appassionati parlano di consacrazione. I maligni notano che è forse l’unica disciplina in cui San Marino può competere ad armi pari, perché le manopole sono uguali per tutti e nessuno può schierare la sua superiorità demografica.

In fondo è la metafora perfetta del Paese: piccolo campo, grandi ambizioni, e la certezza che, se la stecca è corta per tutti, allora anche il più minuscolo degli Stati può girare la manopola e sognare il gol.